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PRIMA DIVISIONE 1945
 
 
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CORTICELLA 1945

 

 

CARO CORTICELLA TI SCRIVO

Il miglior modo per raccontare chi siamo e cosa ci muove è racchiuso nell'articolo che Giorgio Frabetti scrisse per il nostro giornalino sociale in occasione del 50° anniversario dalla nascita di questa Società Sportiva Dilettantistica. Da alcuni anni siamo entrati nel nuovo Millennio, eppure siamo ancora qui a credere nello sport, nella sua funzione sociale ed educativa.

RICORDI DEL PRIMO ANNO DI VITA (by Giorgio frabetti)

Nell'estate dell'anno 1945, quando l'immane tragedia che per sei lunghi anni, aveva sconvolto il mondo era finita o si stava esaurendo nell'estremo oriente, nel nostro quartiere nasceva "l'Unione Sportiva Corticella".
Il rione, come era chiamato allora, era amministrato con avvedutezza da un Comitato che, come l'amministratore del Comune era espressione del C.L.N.. Tale comitato che si adoperava con gli scarsi mezzi a disposizione per risolvere i tanti problemi materiali urgenti, onde alleviare i disagi della popolazione, era desideroso di fare riacquistare agli abitanti la serenità necessaria perché i rapporti interpersonali ritornassero normali. Tale normalizzazione era difficile a cagione degli eventi precedenti: la guerra con i distruttivi bombardamenti aerei, il duro razionamento dei generi alimentari e dei beni di consumo, il mercato nero, l'occupazione nazista, le deportazioni, la guerra civile avevano sconvolto tutti i rapporti di umana e corretta convivenza ingenerando incomprensione, rancori, odio. Tante famiglie attendevano con impazienza il rientro di congiunti prigionieri di guerra o deportati, molte, troppe attese rimasero deluse.
Uno dei componenti del predetto Comitato, Giuseppe Nascé, era stato nei primi anni venti presidente del gloriosissimo "Sport Club Corticella", una società ciclistica che mieteva allori nelle competizioni dilettantistiche regionali ed extra regionali ed aveva vinto un campionato nazionale a squadre. A Nascé non sfuggiva il fascino che emanavano gli sport popolari né il loro potere di aggregare. Pertanto, d'intesa con gli altri componenti il comitato, progettò di costruire una società polisportiva per la pratica dilettantistica del calcio e del ciclismo dopo aver ottenuto, in comodato, il terreno necessario per la realizzazione di un campo di calcio nel primo tratto di via S. Anna. Io che scrivo fui incaricato, insieme ad altri sportivi, di dare concreto avvio alla costituzione della Società, in qualità di segretario della stessa. Provvidi ad accogliere le adesioni e ad istituire il libro dei soci, a predisporre la bozza dello statuto e ad affiliare la Società alle Federazioni sportive di competenza. Dante Guazzaloca e Bruno Tosarelli sistemarono le pratiche burocratiche relative all'insorgenza del campo da gioco. Alberti si interessò dell'organizzazione e Dante Balboni insieme a Mario Sambri coordinò una frotta di giovani e meno giovani (ricordo lo sportivissimo Pietro Bassi che costruirono il campo da gioco). Balboni con l'interessamento di Bruno Zorzi riuscì a coinvolgere l'esercito U.S.A. che mandò un caterpillar per chiudere le scoline e spianare il terreno di gioco. Fu costituito un comitato tecnico nel quale, insieme ad Orlando Ansaloni, Enrico Pedrini e Marani, furono chiamati Ovidio Bordoni e Adriano Carpanelli che erano validi calciatori e che sarebbero divenuti le colonne portanti della nascente squadra. Questo Comitato ingaggiò e tesserò i giocatori che costituirono l'organico delle squadre: titolari, rincalzi, giovanile. L'allenatore venne scelto nella persona dell'ex calciatore juventino Corrado Casalini.
La squadra venne iscritta al campionato regionale di 1° divisione. A metà settembre, dopo alcune partite amichevoli, iniziò il campionato.
Che successo! L'Unione Sportiva Corticella vinse nettamente il suo girone
nel quale militavano, oltre alle squadre di tutti i rioni cittadini, le riserve del Bologna (allora in serie A) e le riserve del Panigal (allora in serie B) che erano escluse dalla classifica. La squadra del Corticella batté il Panigal e uscì a testa alta dallo stadio "Dall'Ara", dove fu battuta per 1 a zero per mancata concessione di un gol valido.
Il Corticella, il Conselice, il Crevalcore e il Borgo Taro disputarono, successivamente, un girone all'italiana per l'assegnazione del titolo regionale di campione e promozione. I primi tre incontri: Crevalcore e Conselice in casa e Borgo Taro in trasferta furono puntualmente vinti con merito. La partita con il Conselice non venne omologata e venne annullata perché l'ala destra Vitali (il popolarissimo Cianon) aveva partecipato ad una azione, conclusa in gol, senza una scarpa che aveva perduto in un "tackle" nel corso dell'azione stessa. Fu la fine dei successi. D'altra parte sia i dirigenti che i giocatori erano consapevoli che la Società non aveva l'impianto idoneo (l'arbitro si cambiava nell'abitazione più prossima al campo, per gentile concessione del signor Tavliavini) né avrebbe potuto reperire le risorse finanziarie per affrontare un campionato di categoria superiore.
I giocatori che agli ordini di Casalini difesero i colori sociali vincendo il girone salvo involontarie omissioni furono: Carpanelli A., Cantelli A., Natali, Meluzzi, Chellini, Longhini, Cantelli B., Cherubini, Zaccarini, Librenti, Tassi, Vitali, Fratti, Guglielmi, Bordoni, Stegagno, Roncarati, Poggi, Gaiani, Celio.
Per illustrare il modo nel quale fu interpretato e vissuto quel campionato dai giocatori e dai dirigenti, nonché dalla popolazione di Corticella racconterò un episodio.
Premesso che le uniche risorse finanziarie della Società erano: il modesto importo delle quote dei soci e i soddisfacenti incassi derivanti dalla vendita dei biglietti delle partite giocate in casa, tutti, dico tutti, compreso il cassiere Balboni pagavano il biglietto di ingresso al campo. Giocatori, allenatore e dirigenti raggiungevano il campo ove si disputava la partita con i propri mezzi (bici o tram). La Società provvedeva esclusivamente a fornire e fare lavare le magliette; a tutto il resto del corredo pensava il calciatore; (dalle vecchie foto si può notare che i calciatori indossavano pantaloncini di colori diversi). Quando si trattò di affrontare la trasferta a Borgo taro, un centro che si trova ai confini fra Emilia e Liguria oltre il passo della Cisa, dovette provvedere la Società. Il rag. Cresti ci fece ottenere dal pastificio (che ad onore del vero ci aveva fatto dono di una muta di magliette) il camioncino Bianchi con l'autista. Partenza ore 5. Salirono in cabina con l'autista l'allenatore che aveva una gamba semirigida e Bruno Cantelli che aveva lavorato durante la notte e doveva riposare. Tutti gli altri nel cassone sulle panche di legno. Viaggio allucinante sotto il diluvio. Nella bella cittadina che ci ospitava per la partita, la Società non poté esimersi dall'offrire ai calciatori un leggero pasto in trattoria: una pavese, una fettina di carne e un frutto poi tutti al campo sportivo in riva al fiume. I nostri avversari vantavano l'inviolabilità del loro terreno di gioco non si sa da quanti anni e ci pensò il Corticella ad interrompere tale stato di cose vincendo la partita.In fretta riprendemmo la via del ritorno. Una sosta a Fornovo per un panno e un the poi via di nuovo. Giungemmo a Corticella in piena notte e trovammo nella vecchia piazzetta, fra il CRAL e il Bar Centrale, alcune centinaia di persone che avevano atteso per conoscere il risultato dell'incontro e che, conosciutolo, manifestarono tutta la loro gioia e l'affetto per la squadra e per la Società sportiva.
Per tutti noi fu il giorno più lungo e faticoso e, certamente, il più gratificante.
Anche la Sezione Ciclistica fu attiva nel 1946. Era diretta da Peppino Nascé e anche da Guido Sarti ed ottenne lusinghieri successi con Corrado Corticelli. Per mancanza di risorse finanziarie (assenza di incassi) tale attività dovette essere accantonata.
Nell'inverno del 1946 fu organizzata una grandiosa veglia danzante nel cinema Fonti. Iniziativa che ebbe un buon successo e che procurò fondi necessari per mantenere la gestione in pareggio e per pagare la mano d'opera relativa alla costruzione del muro di cinta del campo sportivo prospiciente via S. Anna; (i mattoni vennero recuperati dal rifugio antiaereo che era crollato, fortunatamente dopo la fine della guerra).
Da allora sono passati già vari decenni: l' "l'Unione Sportiva Corticella" ha partecipato ogni anno ai vari campionati sportivi con alterne fortune e con grande dignità. Tutto è cambiato; l'attuale società può avvalersi delle strutture del bellissimo Centro Sportivo Biavati, grazie alla collaborazione del Comune di Bologna e alla costante opera di volontariato dei dirigenti della Società stessa. Quello che non è mai cambiato è invece il profondo attaccamento operoso e fattivo dei dirigenti che si sono avvicendati in questi anni. Precise sono rimaste anche le finalità che la Società si è posta al momento della costituzione: creare amicizia, sana emulazione e avviare i giovani allo sport per farli crescere sani nel corpo e pronti a difendere con orgoglioso puntiglio i colori per i quali si battono.